Felice e vivo, nel senso più vero del termine. Ogni giornata continua a presentarmi dei bivi, e non ho la minima idea se le scelte che sto facendo mi porteranno da qualche parte oppure no. In realtà la maggior parte delle volte ho l'impressione di essermi perso, e vorrei scendere da un mondo che gira troppo in fretta. Ma ho visto troppe persone rinunciare alle proprie passioni per il terrore di rischiare e cadere.
Io voglio provare a diventare quello che sogno, senza paura di fallire.
Susanna Tamaro non mi è mai piaciuta particolarmente come scrittrice. Ma ha scritto una piccola perla di saggezza degna di essere ricordata:
"Sai qual è l'errore che si fa sempre? Quello di credere che la vita sia immutabile, che una volta preso un binario lo si debba percorrere fino in fondo. Il destino invece ha molta più fantasia di noi. Proprio quando credi di trovarti in una situazione senza via di scampo, quando raggiungi il picco di disperazione massima, con la velocità di una raffica di vento tutto cambia, si stravolge, e da un momento all'atro ti trovi a vivere una nuova vita."
Qualcuno dice che la felicità, in fondo, se la tira davvero troppo. Forse è vero. ma io sono convinto che non sia lei ad essere nascosta, quanto piuttosto siamo noi i ciechi. Ci manca la forza per aggrapparci e l'esperienza per saperla riconoscere. E quando siamo convinti di averla trovata ci assalgono i dubbi. Dubbi stupidi, infondati e pericolosi. Perchè ci fanno cadere, ci fanno credere che lei in fondo non è lei e che abbiamo sbagliato qualcosa, proprio quando siamo arrivati lì, a un metro dal traguardo.
Tempo fa scrivevo:
"Certe esperienze aiutano e fanno comprendere come, quando si è in procinto di toccare il cielo con un dito, di viaggiare a tutta velocità verso una meta indefinita, il soffitto celeste può cadere e sgretolarsi e la macchina può rompersi o finire la benzina. Le persone che hanno sempre vissuto sugli allori e inondate di vizi inutili vivono in modo passivo, non vivono. Tu sei vitale, elettrica e la felicità la puoi conquistare. Loro hanno di fronte una felicità falsa, che credono di avere raggiunto da tempo e dalla quale si accorgeranno troppo tardi di essere distanti anni luce."
Ne sono tuttora convinto. La felicità viene confusa con qualcosa d'altro. Serenità, stabilità, non-sofferenza e mille altre cose. Ma quella vera, quella che davvero fa toccare il cielo con un dito, quella che fa sognare ininterrottamente, quella che stupisce e fa stupire, quella che porta un ingenuo e spensierato ottimismo, in fondo noi non l'abbiamo mai conosciuta.
Pessimismo direte voi. Momenti di sconforto inutile. No invece. Sono cose che si scrivono, si sanno da sempre e non deve per forza essere un momento triste a delinearne i confini. Anzi, forse le ho scritte proprio in un momento in cui mi sento dannatamente vicino a questo traguardo. Sono sereno, stabile e non soffro. Ma ricordare che quel soffitto celeste può comunque cadere, a mio parere non può che fare bene. Non può che alimentarne la forza, non può che sorreggerlo. Convinzione personale. Stupida forse.
3 commenti:
Wey, che bel blog!!
Complimenti per l'intervento, è davvero molto profondo! =)
Ciauxz
grazie mille!! ;)
Uuuuuh...
questo pezzo mi pare proprio di averlo già letto!!!
Un abbraccio ale!
;-)
Moniz
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