Si urla, si manifesta, si protesta e si inveisce. C'è chi, come sempre, dà la colpa di tutto ai centri sociali ai "facinorosi", ai comunisti e quant'altro, e c'è chi va in piazza senza sapere il perchè, diciamo per non "andare a lezione".
In mezzo ai due poli c'è un torrente in piena e un disegno di legge alquanto criticabile. Facciamo per un momento il punto della situazione. Tutto parte dalla scuola, un diritto del cittadino (almeno secondo il vecchio stile democratico europeo) e un "dovere" dello Stato. Che la scuola italiana, soprattutto quella superiore e gli atenei universitari, siano tra i peggiori d'Europa non è una novità. Che l'istruzione in Italia non sia "valida" e "formativa" come in altri paesi, neppure. Ma che la si debba rovinare maggiormente si.
Il nodo cruciale è come sempre economico. Mancano i soldi per qualsiasi cosa e si deve risparmiare. Stiamo affossando un'economia già debole, e la crisi finanziaria di questo periodo non aiuta. Quello su cui si deve ragionare è DOVE tagliare e soprattutto COME.
La scuola di per sè è un'investimento altissimo. E' il presente ed il futuro di una nazione. Deve funzionare bene, deve essere qualitativa e deve garantire la formazione a tutti. Secondo questo ragionamento, la scelta primaria di tagliare fondi in quest'ambito è di per sè errata. Ma analizziamo per bene.
E' inutile negare che i soldi pubblici si sperperano e si sprecano. Anche nella scuola. Insegnanti e personale in esubero, a volte poco competenti. Da studente che vive in quella situazione, che è dentro quella realtà ogni giorno, riconosco che è necessario tagliare qualcosa, evitare sprechi e via dicendo.
Il COME è tutt'altra storia. Il rendere fondazioni private le università pubbliche porta con sè due rischi enormi: il primo è che l'equazione privato=più soldi=qualità maggiore non venga rispettata dappertutto. La seconda, ben più grave, consiste nel limitare l'accesso a fasce di popolazione con un reddito più alto, in grado di permettersi il pagamento dell'istruzione.
Un brutto passo indietro. Trant'anni fa ci si lamentava che non tutti potevano andare all'università perchè "mancavano i soldi". Bene, ora stiamo tornando a quel punto. Molti potenziali "cervelli" non potrebbero laurearsi e dare ricchezza alla nazione. Ci rimette anche lo Stato insomma.
Rendere privato ciò che è pubblico è un brutto rischio. Le università americane, sinonimo di qualità e prestigio, sono frequentabili solamente da fasce di popolazione elevata, e solamente dopo avere stipulato sonore assicurazioni. Un rischio altissimo per chi investe nei proprio figli. E investire nei figli è uno dei primi doveri dei genitori. Questo, se le cose continuano così, non sarà più possibile.
Tutto questo tralsciando il maestro unico, altra brutta tegola della legge. Il resto potrebbe anche essere buono, ma comparato ai pilastri del Dl, si trasforma in aria fritta. E per pietà, non chiedete il referendum.
mercoledì 29 ottobre 2008
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La scuola, un diritto di tutti e di qualcuno |
giovedì 23 ottobre 2008
lunedì 6 ottobre 2008
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L'equilibrio è la noia |
Mi è capitato qualche sera fa di parlare proprio di questo. Parlavo con un'amica proprio di questo. Ogni tanto qualche discorso di natura diciamo "filosofica" è normale routine. E a noi è capitato di parlare proprio di carattere, di sogni e di programmi. Eravamo sostanzialmente d'accordo entrambi sul fatto che si posso individuare due grandi aree nel carattere di una persona. Quella dei sogni e quella della ragione. Ognuno ne ha una quantità differente sviluppata.
Io, per esempio, sono più razionale. Programmo, decido, penso prima di parlare. Lei, al contrario, è emotiva al massimo. Sogna, è buonissima ed altruista. Ha due mondi, come tutte le persone emotive. Uno reale, uno fantastico. Sognare è sempre una bella, anzi un'ottima, cosa. Chi non ama lasciarsi trasportare con la fantasia, con l'illusione e la con la felicità?
Ho pensato ad un piccolo aforisma alla fine di questa chiacchierata :
"Emotivo è chi sogna, razionale chi programma. L'equilibrio è la noia."
Forse la gente non si accorge si quanto possa essere rischioso l'equilibrio tra i sogni e la razionalità. A prima vista potrebbe sembrare la soluzione perfetta, che unisce i due mondi e bilancia le due aree. Errore. Non le bilancia. Le annichilisce, le distrugge. Programma i sogni in sostanza. Imaginate che noia programmare i sogni?
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La vita è illusione |
Ciò che è veramente reale è il momento presente, che muta continuamente trasformandosi da immaginazione a ricordo. Gran parte della vita è pura illusione. Per questo possiamo giocare e viverla come vogliamo. Ogni situazione, ogni momento sarà sempre vissuto.
domenica 5 ottobre 2008
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Intervista doppia |
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Momenti e ricordi speciali |
sabato 4 ottobre 2008
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Fortuna, felicità ed emozioni |
giovedì 2 ottobre 2008
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Risposte soddisfacenti a quesiti irrisolti |
mercoledì 1 ottobre 2008
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Batte, botte |
Per la notte, Così pura! L'acqua (il mare Che n'esala?)
A le rotte, Ne la notte, Batte: cieco
Per le rotte, Dentro l'occhio, Disumano
De la notte, Di un destino, Ne la notte
Più lontano, Per le rotte, De la notte
Il mio passo, Batte, botte."
Batte Botte, Dino Campana
Non sono pazzo giuro. E non amo particolarmente le poesie di Dino Campana. Questa però è un'eccezione. Un insieme di suoni, veloci, brevi e nervosi che danno un vero e proprio ritmo alla canzone, quasi frenetico, e rivelano la vera personalità del poeta. Dino Campana era pazzo. Ma è la sua pazzia che ha costruito un grande genio della poesia italiana.
martedì 30 settembre 2008
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Erebo, il consumatore di libri |
lunedì 29 settembre 2008
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La felicità se la tira davvero troppo |
"Certe esperienze aiutano e fanno comprendere come, quando si è in procinto di toccare il cielo con un dito, di viaggiare a tutta velocità verso una meta indefinita, il soffitto celeste può cadere e sgretolarsi e la macchina può rompersi o finire la benzina.
Le persone che hanno sempre vissuto sugli allori e inondate di vizi inutili vivono in modo passivo, non vivono. Tu sei vitale, elettrica e la felicità la puoi conquistare. Loro hanno di fronte una felicità falsa, che credono di avere raggiunto da tempo e dalla quale si accorgeranno troppo tardi di essere distanti anni luce."
Ne sono tuttora convinto. La felicità viene confusa con qualcosa d'altro. Serenità, stabilità, non-sofferenza e mille altre cose. Ma quella vera, quella che davvero fa toccare il cielo con un dito, quella che fa sognare ininterrottamente, quella che stupisce e fa stupire, quella che porta un ingenuo e spensierato ottimismo, in fondo noi non l'abbiamo mai conosciuta.
Pessimismo direte voi. Momenti di sconforto inutile. No invece. Sono cose che si scrivono, si sanno da sempre e non deve per forza essere un momento triste a delinearne i confini. Anzi, forse le ho scritte proprio in un momento in cui mi sento dannatamente vicino a questo traguardo. Sono sereno, stabile e non soffro. Ma ricordare che quel soffitto celeste può comunque cadere, a mio parere non può che fare bene. Non può che alimentarne la forza, non può che sorreggerlo. Convinzione personale. Stupida forse.
domenica 28 settembre 2008
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sabato 27 settembre 2008
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Se ne va un pezzo di cinema |
Diceva qualcuno: "Ha gli occhi come il mare, ed è un mare nel quale ti viene veramente voglia di tuffarti."
Se ne va un pezzo di cinema, un pezzo di storia, un grande uomo. Diceva che avrebbe combattuto fino a quando il suo cuore non avrebbe smesso di battere. L'ha fatto, Paul è uomo di parola, sempre.
Come si sa, il cancro prende e porta via, inesorabile a volte. Addio, spaccone.
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Strade e percorsi di blog |
Ancora una volta si cambia. Alla faccia di chi sostiene che si è sempre uguali, con le stesse idee e convinzioni. Io volto pagina, con un tasto, e ne apro un'altra, vuota, da riempire. Nuovo space, nuova estetica, nuovo blog. Insomma, la rivoluzione dell'informatica e in particolare di una persona nuova, rinata grazie a nuovi ambienti e nuove conoscenze.
Ron Hubbard, scrittore statunitense diceva "Trattate la vita come un'avventura. E non siate mai gli stessi." Se è vero che certe volte prendere alla lettera le affermazioni di scrittori americani squattrinati e poco conosciuti non è propriamente "consono", è altrettanto vero che in altre occasioni il saper cogliere i significati nascosti di certe frasi aiuta le persone a trovare spazi e tempi nuovi, fino ad allora sconosciuti. Non si cambia mai radicalmente, non si cambia nel fisico soprattutto, ma neppure nella mente in senso lato. Tempo fa ho avuto una discussione con una persona su significato della parola "cambiare". E con mio grande stupore ho capito quante sfumature si possono dare a questa breve parola. Dal "cambiare tout-court" ad un "adeguarsi" ai nuovi spazi e ambienti creatisi. Non è fantascienza purtroppo. E' pura realtà e la tocchiamo con mano anche abbastanza spesso. Ogni tanto sbattiamo anche la testa. Ecco, in questo nuovo space l'obiettivo non è "completo" e per così dire "debole" di voltare faccia a sistemi, idee e convinzioni precedenti, ma piuttosto quello di conformarsi e amalgamarsi in una visione rinnovata.
Troverete interventi sui più svariati argomenti, fotografie, musica, link utili e video divertenti. L'importante è dare un'occhiata ogni tanto e, perchè no, lasciare un commento.
